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Il respiro consapevole. Lo yoga del cantante

Aggiornamento: 14 feb 2023

Il canto! Che strumento meraviglioso per l'anima di esprimersi!


Eppure spesso i cantanti e gli attori fanno fatica a trasmettere le loro emozioni attraverso l'interpretazione con la voce, perché il corpo può non corrispondere completamente ai comandi, oppure fatica a comprendere come si debba comportare a livello muscolare durante l’esecuzione di un brano o di un monologo.

Quando cantiamo è importante sentirsi a proprio agio, perché il pubblico percepisce se siamo o non siamo nel piacere durante l’esibizione, perchè se il fiato dell'esecutore sarà fluido il pubblico andrà naturalmente in empatia percependo una sensazione di benessere.


Il fiato è carica vitale.


Le emozioni quindi generano energia e muovono il corpo (E: ENERGIA -MOTION: MOVIMENTO), possiamo perciò eliminare o cambiare delle informazioni dal nostro sistema solo lavorando attraverso il movimento corporeo.


Nello yoga l’energia vitale viene chiamata “prana”, che viene intesa come l’energia che scorre in tutto il nostro corpo; proviene dal sanscrito (antica lingua indiana) e significa “esalare un respiro” o “soffio vitale”; deriva dal prefisso “pra”: che significa portare fuori, e “an”: che si traduce in “respirare”.


Pranayama deriva dal termine Yama: controllo e Ayama: espansione, è la nostra energia vitale

Il primo potente strumento che ci regala lo yoga è il Pranayama, ossia una serie di tecniche che attraverso il controllo del respiro vanno a riequilibrare l’energia all’interno del nostro corpo, migliorando notevolmente la qualità del nostro respiro che diventa sempre più lungo e profondo.


Il respiro è vita, il soffio vitale


La principale fonte di energia è l’aria che respiriamo. Respirare quindi è vivere, e se non respiriamo correttamente non vivremo appieno: "la vita inizia con un inspiro e finisce con

un espiro" . La qualità del respiro riflette il grado della nostra salute, è il termometro naturale che ci permette di sentire in quale stato preciso ci troviamo.


Per un cantante o un attore è ancor più importante avere consapevolezza di come si sta respirando, perchè influisce profondamente sulla performance e sulla qualità di espressione. Se la respirazione non è corretta o presenta alcuni blocchi di varia natura è necessario rieducare alla corretta “igiene respiratoria”.

“Dimmi come respiri e ti dirò come canti” è diventato il mantra della nostra scuola.

Come dice la nostra Direttrice Monica Boschetti bisogna imparare a cantare sul fiato e non con il fiato.


La qualità del respiro va ad influenzare totalmente la qualità della frase cantata, e ciò che dobbiamo saper controllare è la capacità di prendere un respiro giusto e cercando di non respirare su un fiato vecchio e scaricando il più possibile il fiato con l’espirazione. La gola divine un ponte di passaggio, accoglie l'aria portata dai muscoli addominali con la risalita del diaframma.


Tutto facile a dirsi ma non a farsi, lo sappiamo bene noi professionisti della voce!


Per riottenere una qualità del respiro corretta e funzionale dobbiamo tornare ad avere una forte “consapevolezza” di noi stessi, che sarebbe la “capacità di essere a conoscenza”… ma di cosa?

La “consapevolezza” ci rende consci delle nostre reazioni comportamentali, dei nostri schemi motori e psicomotori; è la capacità di porci nell’ascolto di noi stessi. Essa ci permette di accedere ai nostri potenziali, a ciò che riusciamo a percepire all’interno del nostro corpo accompagnandolo verso il cambiamento; verso la guarigione.

Sono due quindi gli elementi che i cantanti devono sperimentare.

Il primo è la conoscenza dei propri schemi motori, muscolari e mentali, ossia la percezione dei muscoli che si attivano quando cantiamo. La seconda è l’allenamento al “respiro consapevole” che è un forma di respiro in cui sono a conoscenza di ciò che accade all’interno del mio corpo, dove imparo a percepire il tragitto dell’aria, quali muscoli si espandono e dove va a depositarsi l'aria in profondità o in superficie.



 

ESERCIZI ED ASANA DA INIZIARE A SPERIMENTARE


Ecco un video che potrà aiutarti a prendere confidenza con il respiro consapevole, è un'ottima pratica anche da fare prima dei tuoi vocalizzi quotidiani



Sama Vritti Pranayama: la respirazione quadrata


Immagina di costruire un quadrato attraverso le fasi del tuo respiro; il nostro obbiettivo è di rendere ogni fase uguale all’altra quindi se inspiriamo in 4 secondi espiriamo in 4 secondi.

Costruisci il tuo primo lato con l’ispirazione, inalando per 4 secondi poi trattieni a polmoni pieni l’aria per altri 4 secondi, espiri per 4 secondi e poi finisci il tuo quadrato trattenendo a polmoni vuoti per altri 4 secondi.


All’inizio potrebbe essere un po’ strano ma ti assicuro che dopo 12 cicli ti sentirai molto meglio, piu rilassato nel corpo e con la mente molto piu vuota.


Provare per credere.


Apanasana




Quest’asana di rilassamento che spesso troviamo alla fine delle pratiche di yoga si esegue portando le ginocchia al petto e cercando di portare il respiro in profondità verso la bassa schiena e poi nella zona addominale.

Possiamo percepire il tragitto dell’aria, e con le ginocchia creiamo un massaggio al nostro addome mentre la pancia ci riempie dolcemente.

Rimani in questa posizione per almeno dieci respiri lenti e profondi possibilmente dal naso, quando inspiri allontana dolcemente le ginocchia dal corpo e quando espiri riaccompagnale gentilmente.


Mi prendo cura di te, vieni a scoprire i miei corsi ed insieme sceglieremo il percorso piu adatto a te

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